L'uomo cerca di svelare il reale
stato della natura attraverso
gli esperimenti. L'ha sempre
fatto. Sperimentando, l'uomo frappone
uno schermo tra ciò che vuole
conoscere e quello che la natura gli lascia
scoprire. Viviamo il paradosso
dell'informazione.
C'è un'enorme e crescente
produzione di dati, ma c'è una bassa capacità
di trarre conoscenza dai dati prodotti.
Il nostro lavoro consiste nel trasformare
i dati in informazione e
l'informazione in conoscenza.
Noi trasformiamo un ammasso informe
di dati in qualcosa che
può essere usato dall'azienda.
A volte scriviamo gli algoritmi,
a volte li prendiamo, li modelliamo
per risolvere problemi complessi.
Per il computer ciò che non si conosce
non esiste. Si muove deterministicamente e
noi dobbiamo guidarlo.
Per noi è importante ridurre
la distanza tra la macchina e l'uomo.
Quello che facciamo è
estremamente complicato.
Il mercato richiede soluzioni
di facile impiego, ma anche robuste
e affidabili. L'uomo
cerca di svelare il reale
stato della natura. Sperimentando,
l'uomo frappone uno schermo a tutto
ciò che vuole conoscere. E quello che
la natura gli lascia
scoprire. Tutto sta cambiando.
Nei macchinari, nel lavoro, nella società.
Il 60% dei bambini delle elementari
fare un lavoro che oggi
non esiste. Questo è sconvolgente.
C'è un certo disorientamento e la nostra
responsabilità è guidare questo
cambiamento. La curiosità
di esplorare mondi e
discipline scientifiche
è la risorsa più importante.
Non bisogna mai
fermarsi alla prima risposta.
Non bisogna essere mai superficiali.