Il tumore è una malattia
genetica. Il DNA è
una sequenza che
codifica, che contiene tutte
le informazioni necessarie
per il funzionamento degli organismi
viventi. Quando il DNA
cambia, alcune funzioni
di replicazione
delle cellule sono alterate
e questo determina
appunto la crescita del tumore.
L'invasione, organismo nel quale
il tumore si sviluppa ogni anno ci sono
migliaia di test che vengono
effettuati in regione Friuli-Venezia Giulia
su tessuti prelevati da pazienti affetti
da malattie oncologiche.
Abbiamo l'etica, un'azienda che fornisce
le aziende ospedaliere, tutto quello
che serve per andare effettivamente a capire
come è fatto il DNA di un paziente
per curare la malattia.
Tra le varie metodiche molecolari
che si possono utilizzare per questo scopo,
la più interessante attualmente che
sta prendendo piede nelle aziende ospedaliere
è la Next Generation
Sequencing. Normalmente nella metodica
così come sono usate in ricerca,
io vado a vedere un certo numero
di geni 30,
centinaia oppure l'intero genoma
umano e metto
nella stessa cosa
analitica analizzo per ciascuno
dei campioni che metto
nella macchina vado a vedere
tutte queste
informazioni per ciascuno. Invece
nel nel nostro approccio si
riesce ad eseguire un'analisi dove vado
a vedere per un certo
paziente per il quale è importante vedere
il gene uno vado a vedere soltanto il gene
uno per il paziente due per il quale
importante vedere il gene due vado
a vedere soltanto il gene due e questo
mi permette di occupare
molto meno spazio e capacità
di analisi della macchina.
Il fatto di poter utilizzare
questi reagenti questi componenti
mettendoci dentro le analisi
di più pazienti perché
riesco ad andare a vedere
soltanto quello che serve riesce ad abbattere
il costo complessivo
di questa cosa analitica e
quindi anche il costo
dell'analisi per ciascun paziente
rispetto alle metodiche di sequenziamento
precedenti in cui si
consente di avere
sensibilità molto maggiori cioè
vedere anche piccole quantità di tumore
e di produrre quantità di dati
molto maggiori. In moltissimi
casi le terapie
devono essere eseguite
nel più breve tempo possibile,
a partire dalla diagnosi. Normalmente
i laboratori di analisi hanno
delle tempistiche entro le quali devono
produrre i referti, ma
questo è un obiettivo spesso difficile
da raggiungere e quindi con i risultati
del progetto Domino sarà
possibile ridurre i tempi con i quali
si riesce a produrre effetto
per il paziente e quindi
intraprendere nel più breve tempo
possibile la terapia più
appropriata. Per riuscire a sviluppare
un contesto di questo
tipo occorre occuparsi di tutte
le varie fasi che
caratterizzano l'intero processo analitico.
Un primo obiettivo è stato
quello di identificare le regioni
del DNA che devono
essere analizzate e che dipendono
dal tipo di tumore che ogni
persona ha su. Come obiettivo è
stato riuscire a mettere queste analisi
specifiche
individuali per ciascun paziente
nella stessa cosa
analitica, nella stessa analisi,
insieme a quelle
invece diverse che si devono
fare per altri pazienti. Un altro
obiettivo è stato quello
di rendere più veloci i tempi
di analisi attraverso
metodiche computazionali che rendano
l'informatica più veloce.
Ovviamente avere dei campioni clinici campioni
da pazienti è una cosa
molto più difficile che non avere
dei campioni da laboratorio,
perché vuol dire che in tutto il flusso
diciamo di gestione
del paziente in qualche
modo bisogna
riuscire a prendere campioni che
verrebbero utilizzati
soltanto per per poi fare
le analisi ma devono
anche essere presi messi da parte
utilizzati per fare tutto lo sviluppo
del prodotto prima di poter poi
utilizzare il prodotto
per aiutare dei pazienti.
L'approvvigionamento di questi
campioni è una cosa che
è sempre molto molto difficile
diciamo ed è uno dei punti di forza
del Progetto Domino
proprio perché si è riusciti
a costruire una partnership
che include all'interno sia
l'azienda e sia le organizzazioni
e gli ospedali
o università che riescono a raccogliere
campioni generati in ospedali
che servono per poter sviluppare questi
prodotti. Qui
Venezia Giulia c'è un ospedale
di Trieste, di Udine,
c'è il centro di Aviano
che è un socialcomunista di ricovero
e cura a carattere scientifico
e l'ospedale di Pordenone e quindi
con loro abbiamo collaborato per capire
quali possono essere le metodiche
già esistenti su cui ha
senso fare una sostituzione
con un sequencing.
Quali sono le caratteristiche
di queste metodiche che si utilizzano,
già tale da individuare
le caratteristiche invece che
deve avere? Questo per oltre
a portare tutti i vantaggi che
questa metodica può portare.
Anche riuscire a garantire quello che già
precedentemente si riusciva ad
avere. La soddisfazione più grande
per noi è riuscire a rendere queste
tecnologie innovative disponibili
ai medici e a chi
lavora nei laboratori di analisi
per poi poter applicare
ai pazienti. La sfida è ogni
giorno riuscire a capire cose nuove e
a capire come
realizzarle in un modo che poi
essere possa essere poi
utilizzato da un'altra persona che non ha tutta
l'esperienza e le competenze per mettersi
a autonomamente
intervenire sui vari parametri,
sulle varie
procedure, ma deve essere in grado
di fare le cose nel modo
più semplice possibile
perché se le cose diventano complicate è
anche più facile che generino errori e
quindi diagnosi errate
per i pazienti. Il futuro
delle soluzioni trovate in questo
domino è di riuscire a produrre
dei kit di diagnostici molecolari che
possono essere utilizzati
dalle aziende ospedaliere per risolvere
i problemi delle persone
in modo sostenibile.